Graffi, graffiti, schizzi, scherzi, macchie di colore.
E poi giochi di parole, parole cancellate, parolacce.

L’arte è un gioco?
L’arte è uno scherzo?
O forse è un circo?
No, l’arte è falsa.
L’arte è morta.

Scritte urlate, lettere allitterate, frasi parafrasate.
Incastri di passioni,
Pensieri castrati.

Plagio non è arte.
L’arte è un plagio della vita.

 

Plagio è un artista torinese (nato nel 1979) che si caratterizza molto per il suo stile graffiante, al limite dell’aggressivo. La sua incubazione legata al mondo pubblicitario, da cui trae anche alcuni suoi temi espressivi. il suo mondo creativo è influenzato da Picasso, Basquiat, Haring, dalla Pop Art tutta, dal Futurismo e dai più svariati soggetti dell’arte contemporanea.

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Lo stile di Plagio si impone senza sforzo, i suoi colori si fanno sentire a gran voce, lo
sguardo dei suoi soggetti fa da tramite tra noi e l’opera e ci cattura con un dolce magnetismo.
Ci sorprende con audaci accostamenti cromatici, con una sensibilità pop e uno studio personalissimo sulla figura umana.
La modellazione a volte aggressiva e sintetica di Plagio trasformano i corpi e i volti
che realizza, in sguardi, in espressioni non mute ma che urlano di romanticismo e sensibilità.
Cinzia Sauli